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Come precedentemente è accaduto in medicina umana, negli ultimi anni, anche in veterinaria si è assistito ad un rapido sviluppo ed interesse per tutte le tecniche di chirurgia mininvasiva; tra queste, la laparoscopia è quella che trova maggiore utilizzo nella pratica veterinaria quotidiana.

La chirurgia laparoscopica prevede l’utilizzo di una telecamera e di un particolare strumentario chirurgico che attraverso piccoli portali permettono l’accesso all’addome del paziente, precedentemente insufflato con dell’anidride carbonica allo scopo di aumentare lo spazio necessario all’intervento.

Gli interventi eseguibili con tale metodica sono molteplici:

  1. ovariectomia/ovario-isterectomia nella cagna e nella gatta;
  2. asportazione di testicoli criptorchidi;
  3. gastropessi;
  4. interventi addominali più complessi.

I vantaggi di questa tecnica sono innegabili, il principale è sicuramente la minore invasività, l’accesso all’addome, infatti, si ottiene con fori delle dimensioni di pochi millimetri, gli altri sono diretta conseguenza di questo primo beneficio: il dolore post-operatorio è ridotto, ciò comporta una minor necessità di utilizzare farmaci ad attività analgesica; la ripresa del paziente è molto rapida, raramente sarà necessario ospedalizzarlo; l’incidenza di problematiche post-operatorie, quali lesioni infiammatorie, sepsi o perdite ematiche, si riduce molto.

Il percorso formativo necessario per praticare questa disciplina ha bisogno di conoscenze e di esperienze specifiche che, passo dopo passo, portano ad acquisire la necessaria pratica per affrontare con tranquillità questa difficile ma affascinante metodica.

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