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Il mio cane fa l'occhiolino...

Quante volte vi sembra che il vostro cane tenga l’occhio socchiuso mentre invece ha una terza palpebra che copre parzialmente l’iride? Se avete risposto spesso scoprite perché continuando a leggere.


Può capitare che uno o entrambi gli occhi del vostro cane o del vostro gatto presentino una abnorme protusione della terza palpebra, questa membrana è dotata di movimento passivo nel cane mentre nel gatto è parzialmente controllata dal sistema nervoso simpatico.

Le cause alla base di tale comparsa possono essere:

  1. blefarospasmo associato a condizioni di dolore dell’occhio;
  2. masse che occupano lo spazio retroorbitale;
  3. ridotta dimensione del globo oculare (congenita o traumatica);
  4. alterazioni neurologiche come la sindrome di Horner;
  5. disautonomia felina.

Alcune razze possono avere una protusione congenita: dobermann, pinscher, pointer e pastori tedeschi (in questi ultimi per fenomeni immuno-mediati).

Cosa fare in questi casi? E’ necessario inizialmente sottoporre l’animale ad un controllo oculistico completo ed ad un esame delle feci per verificare la presenza di parassiti, spesso correlati con questo sintomo.

Escluse le cause più comuni ed innocue sarebbe opportuno indagare lo spazio retroorbitale ed il sistema nervoso.

Un’altra alterazione dell’occhio che mima un occhiolino è l’anisocoria ovvero la presenza di pupille di dimensioni diverse.

Questo sintomo può essere provocato da alterazioni dirette dell’occhio (di natura infiammatoria, tumorale o pressoria come il glaucoma) o legate a problemi del sistema nervoso ( a carico di nervo ottico ed oculomotore, sistema parasimpatico o cervelletto).

Quindi se il vostro cane vi fa l’occhiolino non esitate a contattarci!

La sindrome di Cushing

Per iperadrenocorticismo o sindrome di Cushing si intende una patologia a causa della quale le ghiandole surrenali producono una dose eccessiva di cortisolo.


Nell’85% dei pazienti colpiti tale disordine è provocato da un’iperplasia della ghiandola pituitaria (neoplastica o di altra natura), il restante 15% invece è provocato da tumori delle surrenali stesse, un’ulteriore causa può essere quella iatrogena.

Molto comune nel cane, meno nel gatto, colpisce individui in età adulta o anziana senza predisposizione di sesso sebbene i tumori delle ghiandole surrenali siano maggiormente descritti nei cani di sesso femminile.

I segni clinici interessano vari apparati, in particolare i sistema urinario ed il derma: poliuria e polidipsia, polifagia, epatomegalia, alopecia, letargia e debolezza, obesità e addome a botte.

Uno screening completo è necessario per valutare il decorso della patologia:

  1. emocromo: comuni leucocitosi e eritrocitosi;
  2. sierologia: aumento degli enzimi epatici compresa la fosfatasi alcalina, aumento dei livelli di colesterolo, iperglicemia;
  3. esame delle urine: peso specifico basso, proteinuria ed ematuria.

La diagnosi di certezza prevede specifici test di laboratorio quali i test di soppressione con desametasone (ad alte e basse dosi, usati anche come test di differenziazione tra le varie cause) e la stimolazione con ACTH.

Il trattamento di elezione dipende dalla causa sottostante, medico per quanto riguarda le forme di origine pituitaria, medico o chirurgico in quelle che coinvolgono direttamente le surrenali.

Dopo impostazione della terapia è necessario monitorare il paziente ogni 3-6 mesi, la prognosi è dipendente dall’eziologia, più grave in soggetti con neoplasie, soprattutto di grandi dimensioni.

Emodialisi veterinaria

A partire dal mese di Ottobre 2018 la Clinica Veterinaria Galilei offrirà ai propri pazienti un servizio di emodialisi, inizialmente  tali procedure saranno indirizzate a gatti e cani sotto i 20 kg di peso, contiamo al più presto di ampliare il nostro bacino di applicazione di questa importante metodica.
Per dialisi (o emodialisi) si intende un processo che permette di purificare il sangue del paziente da alcuni tipi di sostanze tossiche, questa decontaminazione avviene facendo circolare il sangue attraverso un sistema di filtraggio, un circuito extracorporeo dotato di membrane che svolge il lavoro di un vero e proprio rene artificiale. Una volta che il sangue è stato sanato dalle tossine accumulatesi al suo interno è nuovamente convogliato verso il paziente.
Questo tipo di trattamento è utilizzato:
1. in caso di insufficienza renale;
2. in caso di avvelenamento, anche da farmaci; 
3. nei gravi squilibri elettrolitici.
Il metodo che le nostre apparecchiature ci permettono di utilizzare è quello dell’emofiltrazione di tipo intermittente, ogni seduta di trattamento dura circa 4-6 ore.
I candidati a questo tipo di metodica sono soggetti con problemi di incapacità a produrre urina, gravi squilibri elettrolitici o acido-base, insufficienza renale grave. Il numero di sedute varia da caso a caso, la prognosi invece dipende dalla causa a monte ma statisticamente una metà dei pazienti trattati può aspirare ad un ritorno ad una buona funzionalità renale autonoma (in questo caso è fondamentale la tempestività del trattamento).
A tutti i soggetti sottoposti a trattamento è applicato, in  anestesia generale, un catetere da emodialisi a doppio lume inserito nella vena giugulare, prima e dopo ogni trattamento sono valutati:
1. lo stato clinico del soggetto;
2. creatinina e BUN;
3. tempo di coagulazione attivata.
Per avere maggiori informazioni sul trattamento non esitate a contattarci.

Il recupero di animali feriti

Se trovate un uccello o gatto  in difficoltà potete portarlo, previa autorizzazione del S.O.S. Animali (345/3220066), presso la Clinica Veterinaria Galilei dove il personale veterinario lo visiterà e offrirà le prime cure del caso.


Volatili

Se viene recuperato un uccello (ferito o non) e non è possibile affidarlo in tempi brevi alle cure di un centro specializzato è necessario provvedere come prima cosa all'alimentazione artificiale. Un volatile ha bisogno di alimentarsi solo durante le ore diurne, con una frequenza di circa mezz'ora per i nidiacei (ovvero i soggetti implumi) e 2/3 ore per i soggetti più adulti. In assenza di mangimi dedicati è possibile usare come alimento di emergenza piccole porzioni di carne cruda tagliata a bocconcini molto piccoli o larve (non somministrare mai pane, latte o derivati del latte), da non far mancare anche l’acqua, somministrata con un contagocce o siringa senza ago. Per il ricovero utilizzare una scatola di cartone di dimensioni contenute, forata nella parte alta  e foderata con fogli di giornale e posizionarla in un ambiente tranquillo e al buio, in caso di nidiacei posizionare a contatto con la scatola una borsa d'acqua calda oppure una bottiglia di plastica riempita con acqua calda per evitare il raffreddamento. Raccogliere un trovatello non è sempre la cosa migliore da fare in quanto alcune specie di volatili abbandonano spontaneamente il nido ma vengono comunque accuditi dai genitori, è necessario provvedere al recupero quando i soggetti sono feriti o in situazioni di pericolo (per la presenza di predatori, auto, etc…). Un mito da sfatare è che i genitori abbandonino i propri piccoli se toccati dall’uomo, sebbene sia ideale effettuare il minimo contatto possibile spesso la mano dell’essere umano può essere fondamentale nella sopravvivenza di un volatile a terra.

Gatti

Se troviamo un  gatto per strada sarebbe fondamentale appurare con la massima attenzione possibile che sia stato effettivamente smarrito o abbandonato e non sia membro di una colonia felina o semplicemente un girovago a passeggio. E’ necessario avvicinarsi con estrema prudenza, per non spaventarlo e provocarne la fuga o reazioni aggressive.

Altre specie

Data l’estrema delicatezza di alcuni di questi animali la prima cosa da fare sarebbe contattare il servizio di recupero designato.

Il mio cane ha la tosse...

La tosse è un sintomo che facilmente il proprietario di un cane o di un gatto nota, spesso la causa è niente di più di un semplice mal di gola ma a volte vale la pena indagare, scopriamo perché nel seguente articolo.


Per tosse s’intende uno sforzo fatto per emettere un getto di aria che liberi le vie respiratorie, il punto di origine di quest’atto va ricercato tra faringe, laringe e bronchi sebbene anche patologie cardiovascolari possano annoverarla tra i sintomi.

Cause comuni o meno comuni di tosse:

  1. respiratorie:
    • infiammatorie;
    • neoplastiche;
    • allergiche;
    • parassitarie.
  2. cardiovascolari.

La visita del paziente con tosse inizia con la raccolta dell’anamnesi, per capire se ne abbia sofferto in passato e quali trattamenti abbia fatto, anche la natura della tosse può darci numerose informazioni, in particolare quando il sintomo occorre nell’arco delle ventiquattro ore (problematiche cardiovascolari o collasso tracheale è più probabile diano tosse notturna, la polmonite diurna), se c’è un fattore scatenante (la tosse da tracheite o da traumi è possibile occorra dopo l’eccitamento, quella da ostruzione, paralisi laringea o per patologie esofagee dopo il pasto), il tipo di suono che emette e se la tosse è secca o grassa (la tosse a verso d’oca, ad esempio, è spesso associata a collasso tracheale).

L’esame clinico dovrà concentrarsi sulla regione del collo e sul torace e comprenderà una serie di radiografie, qualora i sintomi lo richiedano, l’auscultazione di cuore e polmoni, un esame emocromocitometrico e la ricerca di parassiti, sia mediante esame delle feci sia test per la ricerca della filariosi cardiopolmonare.

Casi cronici o gravi potrebbero richiedere esami più specifici, ad esempio un’ecocardiografia, o invasivi, ad esempio una broncoscopia.

Spesso i proprietari riportano che dopo un accesso di tosse il proprio animale rigurgita, si parla di conato terminale e può essere caratterizzato da muco (forme respiratorie lievi o iniziali) o sangue (edema o forme avanzate).

Informazioni sull’ambiente in cui l’animale vive possono essere molto utili per raggiungere una diagnosi, ad esempio, la frequentazione di zone di campagna può predisporre a patologie di natura allergica o da corpo estraneo, la convivenza con fumatori può provocare patologie respiratorie da irritazione.

Grazie a queste valutazioni sarà possibile trovare la terapia corretta per alleviare questo sintomo, fastidioso tanto per l’animale quanto per il padrone.

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