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Viaggiare con il proprio pet

Viaggiare con il proprio animale può essere una bellissima esperienza ma necessita un’accurata preparazione, scopriamo insieme i passi necessari per poter passare una piacevole vacanza a quattro zampe!


Per spostarsi all'interno della Comunità Europea, cani, gatti e furetti devono essere identificati per mezzo di un sistema elettronico di identificazione, microchip o trasponder, il numero del microchip va riportato sul passaporto dell'animale, rilasciato dai servizi veterinari dell'azienda sanitaria locale.

Il passaporto deve contenere:

  1. dati anagrafici;
  2. elenco di tutte le vaccinazioni effettuate dall'animale;
  3. visite mediche;
  4. eventuali trattamenti contro l'echinococco multilocularis (soltanto per talune destinazioni).

Tra le vaccinazioni è obbligatoria quella per la rabbia, effettuata su tutti i cuccioli di età superiore alle 12 settimane e anch’essa riportata sul passaporto.

I trattamenti per l’echinococco multilocularis sono richiesti per raggiungere la Finlandia, l’Irlanda, Malta, la Svezia e il Regno Unito e devono essere eseguiti entro un periodo non superiore a 120 e non inferiore a 24 ore prima della data prevista di entrata in uno degli Stati sopracitati.

Andiamo ora ad esaminare alcune raccomandazioni particolari relative alle varie modalità di viaggio:

  1. numerose compagnie aeree consentono il trasporto di animali, stabilendo arbitrariamente regole diverse, ad esempio, per la tipologia e le dimensioni del trasportino o per il numero degli animali accettati in cabina. I cani di media o grande taglia viaggiano, di solito, nella stiva all’interno di apposite gabbie. Il trasportino o la gabbia devono consentire all’animale di stare in posizione comoda e di muoversi. Prima di partire è bene consultare il proprio veterinario per capire se sia necessario somministrare all’animale  tranquillanti o antiemetici. Per ogni dubbio o richiesta particolare è necessario contattare direttamente le compagnie;
  2. con le principali compagnie ferroviarie italiane è possibile viaggiare con il proprio animale domestico sia in prima che in seconda classe, naturalmente l’accesso non è consentito nelle carrozze ristorante;
  3. molte compagnie di navigazione consentono l’accesso di animali a bordo, richiedendo spesso un semplice certificato di buona salute redatto dal medico veterinario. Anche in questo caso per ogni dubbio o richiesta particolare è necessario contattare direttamente le compagnie;
  4. se decidete di viaggiare in auto è meglio evitare le ore più calde della giornata, tenere l'animale a digiuno almeno 2 ore prima di iniziare il viaggio, portare la ciotola per l’acqua e un piccolo asciugamano per rinfrescare il vostro animale in caso di necessità, guidare il più dolcemente possibile per evitare mal d’auto o cinetosi, programmare soste regolari per consentire al cane di sgranchirsi le zampe e fare i propri bisogni.

Non esitate a contattarci per chiarimenti o dubbi!

La rogna demodettica

Patologia infiammatoria parassitaria del cane, molto rara nel gatto, provocata da un acaro  che colonizza il mantello e l’epidermide del soggetto colpito in uno o più punti.


L’acaro responsabile appartiene al genere Demodex, è trasmesso al soggetto nei primi giorni di vita dalla madre, svolge il suo ciclo vitale nella pelle della sua vittima, raramente esemplari di questo parassita possono essere rinvenuti al di fuori della cute.

L’anomala proliferazione del Demodex alla base della patologia sembra sia legata ad un disordine genetico che coinvolge l’ospite, causata da immunosoppressione o disordini metabolici; esiste una predisposizione di razza, i West Highland sembrano essere maggiormente colpiti, e di età, si riscontra maggiormente in animali giovani, in particolare dai tre ai sei mesi.

La forma localizzata colpisce il cane intorno al muso, sulle zampe e sul tronco, le lesioni sono inizialmente alopeciche, con l’avvento di sovrainfezioni batteriche possono comparire eritemi, seborrea e iperpigmentazione.

Il metodo diagnostico che permette di evidenziare la presenza dell’acaro è il raschiato cutaneo, la pelle viene grattata con un bisturi ed il residuo ottenuto è raccolto su di un vetrino per l’osservazione al microscopio, in alternativa la cute può essere schiacciata con forza con due dita e sull’area può essere premuto un frammento di nastro adesivo che poi è montato su un vetrino. Casi cronici o di una certa gravità possono richiedere una biopsia cutanea diagnostica.

Una volta messo in evidenza il parassita viene impostata una terapia orale a base di ivermectina della durata di almeno trenta giorni, il cane è considerato guarito dopo due raschiati risultati negativi. Tale terapia risulta tossica in alcune razze, ad esempio nel Collie, nelle quali è necessario ripiegare su trattamenti alternativi.

La prognosi è spesso favorevole, è possibile ottenere una risoluzione nel 90% dei casi trattati.

La sterilizzazione in laparoscopia

Gli interventi di ovariectomia o ovarioisterectomia sono, nella pratica ambulatoriale quotidiana, le operazioni a cui più frequentemente i nostri amici a quattro zampe sono sottoposti. Per questo la Clinica Veterinaria Galilei ha contribuito a mettere a punto un metodo che fosse più sicuro possibile per la salute dei nostri animali.


Per quale motivo è consigliabile provvedere alla sterilizzazione delle femmine?

  1. motivi di ordine sociale: la convivenza con una femmina intera può essere problematica per le perdite ematiche che contraddistinguono il ciclo estrale nella cagna  e per l’attenzione, più o meno invadente, da parte dei cani maschi con cui entra in contatto;
  2. motivi di ordine pubblico: la lotta alle gravidanze non controllate per la prevenzione del randagismo;
  3. motivi di salute e benessere del cane: le ripetute sollecitazioni date dagli ormoni prodotti dalle ovaie possono provocare patologie dell’utero e delle ghiandole mammarie.

Quando è più opportuno intervenire?

E’ da sfatare il mito che ogni femmina debba partorire almeno una volta, tale evento non contribuisce in alcun modo al benessere del cane. E’ invece scientificamente provato che minore è il numero di calori che una femmina subisce e minori sono i rischi per la sua salute. Il nostro consiglio è di intervenire dopo il primo calore, preso come segno del raggiungimento di un completo sviluppo morfologico dell’animale.

Come viene eseguita l'ovariectomia laparoscopia?

L’accesso all’addome dell’animale avviene per mezzo di tre fori, di massimo un centimetro di diametro, attraverso i quali sono fatti passare tre portali chiamati trocar, uno degli accessi serve al passaggio di una microtelecamera che permette di avere una visione dettagliata dell’interno dell'addome, insufflato con anidride carbonica per avere maggiore possibilità di movimento. Altri due trocar, servono per il passaggio di speciali pinze che permettono di individuare le ovaie e procedere alla loro asportazione, garantendo nello stesso l’emostasi. Questa tecnica mini-invasiva assicura un accesso ridotto, sulla cute rimarranno soltanto tre piccoli punti, diminuendo il rischio di infezioni ed il dolore, e tempi di intervento diminuiti, di conseguenza minor rischio anestesiologico. In condizioni di particolare reattività dell’utero sarà possibile asportarlo semplicemente ampliando di alcuni millimetri uno degli accessi.

Non esitate a contattarci per avere informazioni più dettagliate!

Laserterapia

Il termine laser deriva dall'acronimo inglese “light amplification by stimulated emission of radiation”, tale termine è usato in campo medico per indicare un dispositivo che emette radiazioni luminose che agiscono a livello cellulare e tissutale con svariate azioni terapeutiche: antinfiammatoria, antiedemigena, analgesica e biostimolante.

In caso di avvelenamento

Negli animali  in cui si sospetta l’ingestione di una sostanza tossica è importante agire prontamente e mantenendo la calma.


La prima cosa da fare è contattare il proprio veterinario o il servizio di pronto soccorso veterinario reperibile che vi guiderà lungo il percorso necessario a salvaguardare la salute del vostro amico a quattro zampe. Il primo passo che potrebbe esservi richiesto di compiere è l’induzione dell’emesi, stimolare il vomito, entro un’ora dall’ingestione, può rivelarsi una manovra salvavita, è sconsigliato solo quando la sostanza ingerita è un acido o una base forte o un derivato del petrolio. Il modo più facile per un proprietario per indurre il vomito è far ingerire al proprio animale del perossido d’idrogeno (acqua ossigenata), in ragione di 1-2 ml per ogni kg di peso, o del sale da cucina (diluito in poca acqua), circa 1 o 2 cucchiaini a seconda della taglia del soggetto. Una volta effettuata questa prima operazione, sarà necessario portare l’animale in visita per effettuare una valutazione più approfondita e stabilire se sia necessaria un’ulteriore terapia sintomatica, a tale scopo, dove è possibile, è utile fornire al veterinario tutti i dati relativi la sostanza ingerita (confezioni o simili).

Quali sono le sostanze tossiche alle quali è necessario far fronte più comunemente?

  1. antagonisti della vitamina k: usati come rodenticidi, hanno un’azione anticoagulante, la sintomatologia è caratterizzata da emorragie ed ematomi, l’azione fortunatamente è lenta e richiede alcun giorni, la prognosi è spesso favorevole.
  2. colecalciferolo: anch’esso usato come rodenticida, provoca alterazioni del sistema cardiocircolatorio, renali e neurologiche, ha un’azione rapida.
  3. brometalina: un altro rodenticida, più pericoloso nel gatto rispetto al cane, provoca segni neurologici e a volte la morte, agisce molto rapidamente.
  4. stricnina: pesticida, spesso usata a scopo doloso, provoca convulsioni e spasmi muscolari, agisce rapidissimamente.
  5. glicole etilenico: sostanza contenuta nel liquido antigelo, agisce in tre fasi provocando inizialmente depressione del sensorio, poi alterazioni del sistema cardiopolmonare e infine insufficienza renale.
  6. organofosfati e carbamati: usati come pesticidi o contro pulci e zecche, provocano salivazione, lacrimazione, incontinenza urinaria, diarrea, spasmi muscolari e depressione del sensorio.
  7. metaldeide: usata come lumachicida; agisce rapidamente provocando convulsioni, spasmi muscolari e segni neurologici, la prognosi è riservata per le prime 24 ore.
  8. caffeina, teobromina e teofillina: sostanze contenute nel caffè e nella cioccolata, hanno dosi tossiche molto alte e quindi raramente danno effetti negativi se non in caso di ingestione ripetuta di grandi quantità.

Una volta messo al sicuro l’animale, sarà impostata una terapia disintossicante di mantenimento con adsorbenti intestinali (come il carbone attivo o il caolino) o veri e propri antidoti.

Ricordiamo ancora una volta l’importanza di informare tempestivamente il proprio veterinario.

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