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Sindrome urologica felina

Con il termine sindrome urologica felina (FUS) è indicata un’affezione che coinvolge le vie urinarie del gatto con sintomi variabili.


L’eziologia è quanto mai variegata, alcuni studi hanno dimostrato la possibile interferenza di agenti virali, calicivirus ed herpesvirus in particolare, anche lo stress sembra giocare un ruolo nell’aggravare la sintomatologia.

Tutti i gatti possono essere colpiti, sia maschi che femmine, senza predilezione di razza o di età anche se i soggetti giovani o adulti sembrano essere maggiormente interessati dal problema.

I sintomi più comunemente osservati sono:

  1. disuria (difficoltà dell'orinare);
  2. ematuria (presenza di sangue nelle urine);
  3. pollachiuria (emissione con elevata frequenza di piccole quantità di urina);
  4. incontinenza urinaria;
  5. ostruzione uretrale (frequente nei maschi).

Il protocollo diagnostico comunemente messo in atto prevede:

  1. analisi delle urine, al fine di valutare l’ematuria e la proteinuria, segni di infiammazione delle vie urinarie;
  2. esami ematici, indispensabili in caso di ostruzione per valutare la funzionalità renale;
  3. radiografie o ecografie, per verificare la presenza di uroliti (calcoli formati da aggregati di cristalli minerali).

Il trattamento da approntare prevede: il ricovero per quei pazienti soggetti a ostruzione uretrale che dovranno essere cateterizzati; una copertura antibiotica in caso di ematuria; spasmolitici o antidolorifici in caso di dolore addominale; fluidoterapia se la funzionalità renale è compromessa; una dieta adeguata, povera di sali minerali e acidificante le urine così da sciogliere i cristalli già presenti.

La prognosi tende ad essere favorevole e a risolversi in 4-7 giorni, è estremamente importante seguire con diligenza le terapie e la dieta prescritte perché in caso di recidive frequenti potrebbe rendersi necessario intervenire chirurgicamente per l’asportazione di calcoli vescicali o la “femminilizzazione” dei gatti maschi nuovamente ostruiti (per femminilizzazione si intende la resezione del pene e parte dell'uretra per creare un’apertura più ampia e virtualmente meno ostruibile).

Quando il pet sporca casa

Quando il cane o il gatto fanno i loro bisogni dove non dovrebbero si parla di eliminazione inappropriata o housesoiling.


Esistono condizioni che possiamo considerare parafisiologiche e, quindi, tali da non destare eccessiva preoccupazione:

  1. la marcatura del territorio nel gatto maschio;
  2. l’incompleto controllo degli sfinteri nel cucciolo;
  3. l’urinazione durante stati di eccitazione o di ansia.

Se il problema non è ascrivibile a queste tipologie di evento allora è possibile sospettare una causa patologica.

In questo caso il problema può essere di natura:

  1. comportamentale;
  2. degenerativa (patologie muscoloscheletriche, insufficienza renale);
  3. anatomica (ureteri ectopici);
  4. metabolica (diabete, insufficienza epatica, ipo-iperadrenocorticismo);
  5. neoplastica;
  6. infiammatoria.

Il piano diagnostico che deve essere messo in atto per capire qual è la causa predisponente prevede: esami ematici (al fine di scongiurare cause metaboliche, infiammatorie e degenerative), analisi delle urine e diagnostica per immagini (per valutare l’apparato scheletrico, la presenza di neoplasie o eventuali anomalie anatomiche).

Il trattamento dipende dalla causa sottostante: la marcatura del territorio può essere eliminata mediante castrazione, stati di eccitazione o di ansia, come tutte le altre possibili cause comportamentali, possono richiedere l’intervento di un comportamentista o di un educatore, adeguate terapie devono essere messe in atto per i problemi degenerativi, metabolici o infiammatori, la chirurgia può essere indicata in caso di problemi anatomici o neoplastici.

La causa scatenante influisce anche sulla prognosi, i problemi comportamentali possono essere tenuti sotto controllo ma è difficile raggiungere una guarigione completa  definitiva, maggiori garanzie si hanno per la maggior parte dei disturbi organici, sebbene alcuni di essi, ad esempio quelli infiammatori, siano suscettibili di ricadute.

Visto che questo problema, oltre ad essere fastidioso, può nascondere cause serie è consigliabile, in caso si presenti, informarsi presso il veterinario su quali accorgimenti intraprendere per rimettere in sesto il  vostro amico a quattro zampe.

Coprofagia e pica

Per pica si intende un disturbo che spinge l’animale ad ingerire oggetti non commestibili, una forma particolare è la coprofagia ovvero l’ingestione compulsiva di feci.


Sebbene il problema possa essere legato solo ad una alterazione comportamentale in alcuni casi è possibile rivelare una causa patologica sottostante, ad esempio anemia, patologie gastroenteriche ed epatiche, terapie a base di corticosteroidi e progestinici.

Il sintomo sembra essere più frequente nelle femmine, ad esempio le madri che hanno appena partorito sono solite ingerire le feci dei cuccioli ma anche femmine sterilizzate possono manifestarla; nei cuccioli un atteggiamento frenetico di ingestione è spesso normale.

Alcuni fattori di rischio, oltre a quelli sopra elencati, possono predisporre al sintomo:

  1. ricovero in canili;
  2. diete povere di fibre.

E’ importante stabilire la causa sottostante per cercare di curarla, valutando la dieta del soggetto e facendo un esame obbiettivo generale.

Il piano diagnostico da mettere in atto prevede:

  1. un esame completo delle feci;
  2. valutazione degli enzimi digestivi;
  3. valutazione degli ormoni tiroidei;
  4. radiografie dell’addome;
  5. eventuale endoscopia dell’esofago e del piccolo intestino.

La cura dipende dalla causa sottostante, in linea generale vanno corretti eventuali deficit nella dieta, se un particolare oggetto scatena l’interesse dell’animale può essere spalmato con sostanze dal sapore sgradevole, se la coprofagia riguarda le proprie feci o quelle di altri animali noti può essere utile somministrare compresse che rilasciano sostanze amaricanti nell’escreto.

Le complicanze più comuni possono essere re-infestazioni con parassiti intestinali o, in caso dell’ingestione di corpi estranei taglienti, appuntiti o voluminosi, perforazioni o ostruzioni intestinali.

Se il vostro animale presenta anche leggere manifestazioni di questo fenomeno è necessario che sia visitato da un veterinario, soprattutto in caso di comparsa di vomito, assente evacuazione, scarso appetito e apatia.

La leucemia virale felina e l’immunodeficienza felina

La leucemia virale felina e l’immunodeficienza felina sono considerate due delle patologie più importanti dei felini domestici.

La diarrea occasionale nel cane

La diarrea è un sintomo piuttosto diffuso che possiamo provare ad alleviare con alcuni rimedi casalinghi. E’ importante, però, che rimanga l’unico sintomo e che non sia accompagnato da vomito, perdita di appetito e/o di vitalità. In questi casi non esitate a contattare il vostro veterinario perché potrebbe trattarsi di una gastro-enterite di natura batterica, virale o provocata da un’intossicazione o da corpi estranei, ecc.


Innanzitutto bisognerebbe tenere a digiuno il nostro amico a quattro zampe per almeno 24 ore. Così facendo l’intestino irritato può rimanere a riposo, permettendo quindi una più rapida rigenerazione della mucosa; in caso di diarrea il digiuno è già una terapia!

E’ poi fondamentale far bere al vostro cane abbondanti liquidi per evitare la disidratazione, l’acqua fresca non deve mancare in questa fase di digiuno, in concomitanza potete preparare brodi leggeri e infusi come di seguito indicato: acqua di riso, si fa bollire per un’ora un cucchiaio di riso in un litro d’acqua (senza sale!). Per rendere la bevanda più attraente, a 15-20 minuti dalla fine della bollitura, aggiungere una fettina di carne bianca (pollo o tacchino), una carota intera ed un cucchiaio di olio di oliva. Quando il tutto è tiepido, somministrare una tazza ogni 5-10 kg della sola parte liquida più volte al dì. Per aumentare l’appetibilità si potrà sciogliere un cucchiaino di ricotta per tazza (se non sono state riscontrate intolleranze verso il lattosio!).

Molto utile abbinare l’effetto terapeutico di alcune piante da somministrare sotto forma di tisane che in base al loro modo di preparazione distingueremo in decotti (ovvero si fa bollire un cucchiaio di sostanza per 10-15 minuti in ½ litro d’acqua, si fa raffreddare con coperchio e si filtra) oppure in infusi (appena spenta la fiamma, si pone la sostanza nell’acqua bollente con coperchio per 5-10 minuti e poi si filtra).

Per convincere i vostri animali a berle, si possono proporre anche insieme all’acqua di riso, nella dose indicativa di una tazza ogni 5-10 kg di peso almeno 3-4 volte al dì.

Le piante di seguito indicate saranno raggruppate in base alla loro principale azione benefica, ovvero:

1) antiinfiammatoria,

2) astringente,

3) compattante delle feci.

 

1) Piante con effetto antiinfiammatorio:

-Alloro, foglie; infuso. Favorisce la digestione, stimola la rimozione dei gas intestinali, antisettico, calmante.

- Camomilla; fare decotto con un cucchiaio di fiori (o una bustina). Pianta del benessere, disinfettante e antispastica.

-Finocchio, semi; decotto. Antiputrefattiva per ridurre i gonfiori intestinali.

- Malva; infuso. Lenitiva perché ricca di mucillagini.

- Melissa; infuso. Antispastica e sedativa, è ottima come calmante per la sera.

- Tiglio; infuso. Antispastico e disintossicante.

- Aloe ;succo 5ml/10kg due volte al dì. Rigenerativa, immunostimolante, disintossicante.

2) Piante con effetto astringente: Questa azione è resa possibile soprattutto grazie alla presenza di tannini che una volta a contatto con le proteine della mucosa dell’apparato digerente, rendono quest’ultima poco permeabile. In questo modo la mucosa è protetta da parassiti e sostanze irritanti e riduce la secrezione.

-tè verde; infuso. Antiossidante, drenante

- Mirtillo nero; ricco di flavonoidi come antociani e quercetina con funzione antiossidante. Si può somministrare il frutto fresco con tutta la buccia che è la parte più ricca di tannini (anche schiacciati nel cibo una o due bacche ogni 5kg). In erboristeria si trovano le bacche essiccate per farne un decotto.

-Limone; succo. Disinfettante. Indicativamente ½ limone ogni 10 kg

-corteccia di quercia (30 gr/litro d’acqua) e foglie di mora sono anche loro molto utili in decotto e facilmente reperibili approfittando di raccoglierle durante una passeggiata in campagna.

3) Piante con effetto compattante sulle feci: Questa azione è data dalle pectine che sono in pratica fibre con capacità gelificanti e quindi in grado di trattenere una grande quantità di acqua.

-carruba, frutto. Si trova nei pet corner sotto forma di prodotti indicati proprio per il trattamento della diarrea ed è facilmente reperibile in polvere in erboristeria. In questa forma se ne può somministrare un cucchiaino ogni 5kg sciolto in poco liquido (acqua, brodo, tisana) oppure direttamente nel cibo. Ha un caratteristico sapore dolciastro, molto gradito da alcuni o poco attraente per altri, ma, visti i benefici, vale comunque la pena di provare.

-carota, radice. Rassoda le feci grazie all’elevato contenuto di pectine. E’ in oltre disintossicante e ricca di vitamine.

-carbone attivo (o carbone vegetale) in compresse. Nelle prime fasi della diarrea risulta essere molto utile per compattare le feci e non è da trascurare il suo effetto adsorbente, in grado, cioè, di trattenere a se sia gas che vari tipi di sostanze tossiche che così non vengono assorbite dall’intestino. Per questo motivo, se si stanno somministrando dei farmaci, questi vanno dati almeno mezz’ora prima o due ore dopo il carbone in dosi indicative di una compressa (0,5 gr) ogni 5-10 kg una o due volte al dì.

Dopo il periodo di digiuno è importante ricominciare ad alimentare il cane con cibi leggeri e pasti piccoli e frequenti per almeno 2-3 giorni. Possiamo, quindi, cucinare della carne bianca senza grassi (si può utilizzare quella che ci è servita per cuocere il brodo) insieme a delle carote e del riso bianco. Al posto del riso si può usare anche dell’orzo decorticato (da cuocere almeno 20-25 minuti dopo qualche ora di ammollo) o delle patate lesse sbucciate. Dato che la dieta durerà solo pochi giorni, non preoccupatevi se non è perfettamente bilanciata. Non dimenticate di aggiungere alla fine un po’ di olio d’oliva.

Molto utile in casi di disturbi intestinali far assumere fermenti lattici per un ciclo di 10-15 giorni. In commercio si possono trovare qualità appositamente studiate per l’apparato digerente dei nostri cani i quali hanno un pH gastrico più acido del nostro.

Per finire alcune avvertenze:

Nei cuccioli una diarrea molto liquida può essere pericolosa e portare l’animale a morte per disidratazione! Non esitate a contattare il vostro veterinario.

Un cambio di dieta drastico può scombussolare l’apparato digerente, quindi il consiglio è di diminuire gradualmente nei pasti le percentuali del cibo che si vuole cambiare ed aumentare il nuovo cibo fino a sostituirlo del tutto nell’arco di 4-5 giorni

Una diarrea con molto muco indica infiammazione soprattutto del grosso intestino. Una dieta più ricca di fibre può risultare utile.

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