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Patologia infiammatoria parassitaria del cane, molto rara nel gatto, provocata da un acaro  che colonizza il mantello e l’epidermide del soggetto colpito in uno o più punti.


L’acaro responsabile appartiene al genere Demodex, è trasmesso al soggetto nei primi giorni di vita dalla madre, svolge il suo ciclo vitale nella pelle della sua vittima, raramente esemplari di questo parassita possono essere rinvenuti al di fuori della cute.

L’anomala proliferazione del Demodex alla base della patologia sembra sia legata ad un disordine genetico che coinvolge l’ospite, causata da immunosoppressione o disordini metabolici; esiste una predisposizione di razza, i West Highland sembrano essere maggiormente colpiti, e di età, si riscontra maggiormente in animali giovani, in particolare dai tre ai sei mesi.

La forma localizzata colpisce il cane intorno al muso, sulle zampe e sul tronco, le lesioni sono inizialmente alopeciche, con l’avvento di sovrainfezioni batteriche possono comparire eritemi, seborrea e iperpigmentazione.

Il metodo diagnostico che permette di evidenziare la presenza dell’acaro è il raschiato cutaneo, la pelle viene grattata con un bisturi ed il residuo ottenuto è raccolto su di un vetrino per l’osservazione al microscopio, in alternativa la cute può essere schiacciata con forza con due dita e sull’area può essere premuto un frammento di nastro adesivo che poi è montato su un vetrino. Casi cronici o di una certa gravità possono richiedere una biopsia cutanea diagnostica.

Una volta messo in evidenza il parassita viene impostata una terapia orale a base di ivermectina della durata di almeno trenta giorni, il cane è considerato guarito dopo due raschiati risultati negativi. Tale terapia risulta tossica in alcune razze, ad esempio nel Collie, nelle quali è necessario ripiegare su trattamenti alternativi.

La prognosi è spesso favorevole, è possibile ottenere una risoluzione nel 90% dei casi trattati.

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