Innanzitutto, dobbiamo capire cosa possono fare questi “nemici” ai nostri animali e di conseguenza capiremo perché è così indispensabile l’utilizzo di antiparassitari e quale tipologia è meglio utilizzare.
Pulci, zecche, pappataci e zanzare
Pulci:
sono parassiti esterni che si nutrono del sangue dei mammiferi.
La femmina adulta depone le uova sull’ospite dopo essersi nutrita e queste, deposte sul pelo del nostro animale, possono facilmente cadere e diffondersi nell’ambiente, soprattutto dove questo si riposa o dorme. Le uova si schiudono in un tempo compreso tra 2giormi e 2 settimane; una volta schiuse, le larve si trasformeranno poi in pupa e adulto in un periodo variabile in funzione anche al clima presente.
Di solito si trasformano in forme adulte in estate e di conseguenza, più l’inverno è mite e maggiore sarà il numero di forme adulte presenti.
Non trasmettono malattie, ma possono determinare particolari problemi ai soggetti allergici alla loro saliva e possono “pungere” anche gli uomini.
Zecche:
parassiti esterni che si nutrono del sangue dei mammiferi.
Sono parassiti lunghi più o meno 1-2mm nello stadio giovanile e possono raggiungere 1 cm nello stadio adulto.
Questi parassiti possono essere vettori di diverse malattie, soprattutto se l’infestazione è in forma massiccia; tra queste riportiamo la babesiosi, la rickettsiosi, la borreliosi e l’erlichiosi.
Il periodo di massiva attività, in Italia, va da maggio ad ottobre.
Pappataci:
detto anche flebotomo, è un insetto simile ad una zanzara di piccole dimensioni che può veicolare un parassita responsabile della Leishmaniosi. Il periodo di massima attività va da maggio ad ottobre, a seconda delle zone e va ricordato che il pappatacio punge esclusivamente dopo il tramonto del sole.
Zanzare:
le zanzare, sembra soprattutto quelle tigre, sono capaci di veicolare nematodi responsabili della Filariosi.
Antiparassitari
Esistono diversi tipi di antiparassitari per i nostri animali, se utilizzati con i criteri giusti, dimostrano tutti la stessa efficacia.
Spot-On
si acquistano in base al peso o alla taglia dell’animale e si applicano in uno o più punti del dorso, direttamente sulla cute.
È necessario applicarlo a “cane sporco” in quanto la sua funzione è esplicata dallo strato lipidico cutaneo, quindi alterato dopo il lavaggio.
Se è necessario lavare il cane, è consigliabile applicare lo spot-on almeno 48 ore dopo.
Collari
I collari sono molto pratici in quanto si possono togliere e rimettere all’occorrenza e hanno una durata d’azione maggiore rispetto agli altri prodotti.
Se ne sconsiglia l’utilizzo nei soggetti che vivono liberi all’esterno, soprattutto i gatti, in quanto potrebbero rimanere impigliati e in presenza di bambini, in quanto potrebbero toccarlo e ingerire i principi attivi.
Compresse
Nell’ultimo periodo, stanno prendendo piede le compresse, molto comode per i soggetti con molto pelo e nei soggetti che presentano alterazioni dermatologiche in cui non è consigliabile l’utilizzo dei prodotti cutanei.
C’è da tenere in considerazione però, che non sono valide per alcuni tipi di parassiti.
Regole per la scelta dell’antiparassitario
- Tutti gli animali presenti in casa devono essere trattati contemporaneamente
- Fare attenzione ai gatti: la permetrina, molecola presente in alcuni antiparassitari per cani, è tossica per i gatti e non deve essere utilizzata; i classici sintomi da intossicazione da permetrina nel gatto sono: eccessiva produzione di saliva, nausea, dilatazione delle pupille e problemi neurologici quali eccitazione, tremori muscolari, difficoltà a camminare.
- Attenzione ai cuccioli, femmine in gravidanza e lattazione: chiedere sempre consulto al medico veterinario
- Utilizzare l’antiparassitario corretto in base alla stagione e alla posizione geografica
- Oltre all’utilizzo di antiparassitari utilizzare anche prodotti per la disinfezione ambientale ( soprattutto nelle infestazioni da pulci)
