Per iperadrenocorticismo o sindrome di Cushing si intende una patologia a causa della quale le ghiandole surrenali producono una dose eccessiva di cortisolo.
Nell’85% dei pazienti colpiti tale disordine è provocato da un’iperplasia della ghiandola pituitaria (neoplastica o di altra natura), il restante 15% invece è provocato da tumori delle surrenali stesse, un’ulteriore causa può essere quella iatrogena.
Molto comune nel cane, meno nel gatto, colpisce individui in età adulta o anziana senza predisposizione di sesso sebbene i tumori delle ghiandole surrenali siano maggiormente descritti nei cani di sesso femminile.
I segni clinici interessano vari apparati, in particolare i sistema urinario ed il derma: poliuria e polidipsia, polifagia, epatomegalia, alopecia, letargia e debolezza, obesità e addome a botte.
Uno screening completo è necessario per valutare il decorso della patologia:
- emocromo: comuni leucocitosi e eritrocitosi;
- sierologia: aumento degli enzimi epatici compresa la fosfatasi alcalina, aumento dei livelli di colesterolo, iperglicemia;
- esame delle urine: peso specifico basso, proteinuria ed ematuria.
La diagnosi di certezza prevede specifici test di laboratorio quali i test di soppressione con desametasone (ad alte e basse dosi, usati anche come test di differenziazione tra le varie cause) e la stimolazione con ACTH.
Il trattamento di elezione dipende dalla causa sottostante, medico per quanto riguarda le forme di origine pituitaria, medico o chirurgico in quelle che coinvolgono direttamente le surrenali.
Dopo impostazione della terapia è necessario monitorare il paziente ogni 3-6 mesi, la prognosi è dipendente dall’eziologia, più grave in soggetti con neoplasie, soprattutto di grandi dimensioni.

